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Avatar di Chiara Language Freak

Bellissima analisi, non so dove tu viva stabilmente, ma da quando sono all'estero (io a Bruxelles da 7 anni) mi sono resa conto di quanto l'italiano medio sia - suo malgrado - incattivito dallo stress, da tutte le infinite difficoltà e rogne quotidiane. Poi ci saranno ovviamente "I Lavoratori" che ci crederebbero anche se avessero una vita molto più liscia, ma sono convinta che più del 50% la sia così come racconti tu.

Ricordo ancora il rancore misto a disgusto che avevo i primi mesi qui: la sensazione era semplicemente di essere stati trattati costantemente per fessi in Italia.

"Guarda che all'estero gli stipendi non bastano perché i costi sono più alti eh!",

"Guarda che devi accettare tutto e poi darà i suoi frutti!",

"Guarda che solo in Italia hai questo stile di vita, fuori te lo sogni".

Avrei voluto tanto sognarmi di pagare le visite mediche al massimo 70€ (da cui sottrarre i rimborsi dell'assicurazione, che costa al massimo 30€ al mese) invece di 130€ (senza rimborsi e magari anche senza fattura, signora mia, se no sono 150). Eppure, questo è quello che vivo ora, mi ritengo fortunata ad essere scampata all'Italia.

Conoscendomi, e riconoscendomi anche molto nella tua descrizione, ho il sincero timore che non sarei riuscita a svegliarmi e non so veramente la mia salute mentale che fine avrebbe fatto.

Anch'io la pensavo così riguardo alle manifestazioni quando ero in Italia. Ora vedo quanto impegnati sono i belgi sia per questa causa che anche per questioni locali e mi commuovo.

Avatar di Franco

Per anni ho detto ai miei studenti, rispetto alle situazioni più varie, locali o globali: "ma queste cose che accadono vanno bene? Ma non vi incazzate mai? Ma il mondo fatto a questo modo vi va bene?" Questa domanda, stavolta fatta dal professore agli studenti "non ha mai avuto una risposta chiara" (Antonello Venditti). Ora forse comincia ad averne una. E non sarò certo io a chiedere silenzio.

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